Dov’eravamo rimasti? Ah sì, un passo avanti ed uno indietro. Ai Gorillaz, ancora in fase embrionale, mancava ancora il tassello fondamentale. Bisognava pensare in fretta. Come d’antica tradizione, Murdoc piazzò un annuncio sul retro del settimanale musicale NME (01).
Murdoc: «Ho letto loro al telefono i requisiti da soddisfare che dovevano comparire sull’annuncio. “Fenomeno globale cerca chitarrista per dominare il Mondo. Bla bla bla. GSOH (02) richiesto. No hippie ecc…” Non ho fatto in tempo ad appoggiare la cornetta che qualcuno stava già bussando alla porta. Ho aperto, non c’era nessuno.»
Nell’ingresso, completamente deserto, c’era solo un container per il trasporto alto 3 mentri, segnato FedEx (03). Mentre Murdoc spingeva la cassa al centro della stanza, dalla scatola spuntò fuori Noodle, in tutti i suoi 97 cm di altezza.
“A volte le cose belle arrivano in grandi contenitori! Io sono arrivata in una scatola FedEx” NOODLE
2D: «Proprio non me lo aspettavo, lo ammetto. Abbiamo sentito bussare alla porta dello studio e c’era solo questa grande scatola. È saltata fuori una piccola giapponese che portava con sè una Les Paul (04). Non riuscivo a capire una parola di quello che diceva. Solo un linguaggio incomprensibile. All’improvviso si è scatenata con un notevole riff di chitarra. Sembrava che 200 demoni stessero gridando in arabo. Fantastico! Terminò con un salto in stile karate di oltre 6 metri. Si è poi inchinata dicendo semplicemente una parola. “Noodle”.»
Murdoc: «Ecco tutto! Il ruolo era stato assegnato e il mio gruppo era completo. Potevi sentire questa scossa elettrica che correva attraverso tutti noi quattro. Fu un gran piacere dire alle altre teste di cazzo che si erano presentate per il posto di alzare i tacchi.»
La band cambiò il suo nome in Gorillaz (05). Era nata una leggenda.
2D: «Prima che arrivasse Noodle, non eramo esattamente i “Gorillaz”.»
Murdoc: «Beh, abbiamo cambiato un sacco di nomi ma, poiché dal punto di vista musicale, volevo farmi strada nella giungla dimenando il mio culo nudo, pensavo che Gorillaz sarebbe stato un nome perfetto.»
Noodle era lo spirito e la gioia del gruppo. Anche la sua amnesia ed il fatto di non sapere nulla riguardo del suo passato, non causò alcuna increspatura nel suo modo gioioso di affrontare la vita. La sua presenza compensava alla perfezione i tratti individuali dei membri diuesto gruppo straordinario.
Russel: «Nonostante la lingua costituisse un problrma, fu facile capire immediatamente come Noodle fosse veramente dentro alla musica. Si integrò alla perfezione; le sue doti da chitarrista erano fenomenali e lei emanava puro amore. Il fatto che sapesse ridere di Murdoc, fu di grande aiuto.»
Fu come se fosse stato girato un interruttore. I Gorillaz erano vivi!! E quindi, al lavoro! La band iniziò a darci dentro instacabilmente facendo prove su prove, lavorando durante nel ventre dei Kong. I Gorillaz consolidarono pressoché subito il loro stile musicale, registrando le canzoni così come venivano. La prima c’era traccia a prendere vita fu un’entusiasmante perla chiamata “Ghost Train”, una galoppante traccia dalla potenza malefica e mostruosa. Una prova indiscutibile della magia che possedeva questo quartetto. Basato su un campionamento di “Sound of the Cross” dei The Human League, con l’aggiunta di un incomprensibile rap di 2D, la traccia ebbe un impatto tale da far sbavare incontrollabilmente le etichette più importanti.
Murdoc: «Sono andato da Snappy Snapps, ho comprato una fotocamera usa e getta e ho scattato alcune foto della band. Ho messo insieme le foto, la traccia “Ghost Train” ed un manifesto, ed ho spedito il pacco ad un certo Mister Whiffy Smiffy della EMI. Ho incluso un biglietto per fargli sapere che stavamo arrivando: “Non essere un idiota per tutta la tua vita. Se mandassi a monte tutto questo ti sentiresti un coglione. Ho prenotato per una serata, fai un favore a te stesso e vedi di venire. Ti sto lanciando un appiglio, figliolo, non fartelo scappare… Metti la tua firma e potrai passare tutta la tua vita senza fare più un cazzo.” Sì, beh, sai cosa voglio dire… Bisogna farsi intendere fin da subito e far capire ad ognuno quale sia il proprio ruolo. E avevo ragione, ed ecco qua. I Gorillaz stavano per diventare gli assassini delle altre inutili celebrità. Una linea era stata tracciata e queste persone dovevano decidere da che parte stare. “Abbraccia il futuro o annega nel passato”. Sta a te scegliere.»
2D: «Sembrava proprio che avesse funzionato. Il telefono iniziò immediatamente a squillare.»
Murdoc: «Beh, siamo venuti benissimo in quella foto.»
2D: «Le cose iniziarono davvero a migliorare. Ogni giorno era un altro… uh… giorno fantastico. Ho incontrato quest’altra ragazza del S Club 7 (06), Rachel Stevens, ed abbiamo iniziato ad uscire insieme. È molto carina.»
Murdoc: «Per cosa sta quella “S”?»
Rachel Stevens, Ex-S Club 7. “Amavo 2D. Ma Murdoc ha rovinato tutto.” RACHEL STEVENS
2D rivolge lo sguardo a Murdoc. Murdoc ammicca. 2D guarda giù. Altri guai in vista, non c’è dubbio.
2D: «Non lo so. Ma l’ho comunque invitata al concerto che stavamo tenendo al Camden Brownhouse. Era il nostro primo concerto, quindi ci stavamo impegnando al massimo.»
(01) NME: Il New Musical Express, abbreviato in NME, è una rivista musicale settimanale britannica specializzata in musica rock e sottogeneri, soprattutto indie. Dà ampio spazio a nuove band (Radar), segnala gli eventi musicali principali della settimana nel Regno Unito, e contiene una serie di rubriche.
02) GSOH: Abbreviazione scritta per Good Sense Of Humor (Buon senso dell’umorismo).
(03) FedEx: Noto servizio di spedizione espresso.
(04) Les Paul: La Gibson Les Paul è un modello di chitarra elettrica progettata nel 1952. È una delle chitarre più famose della storia della musica rock.
(05) Il nome precedente era “Gorilla”. (06) Gli S Club 7 sono un gruppo musicale pop inglesi, creato da Simon Fuller, lo stesso ideatore delle Spice Girls.
Russel: «Il mio primo incontro con Murdoc risale a quando mi ha avvolto la testa con un sacco. Mi ha chiesto se avessi potuto fornirgli un raro vinile degli anni ’50 e, ehm… mi sono girato per cercarlo. Lavoravo dietro al bancone al Big Rick Black’s Record Shack, che si trovava a Londra, nella zona di Soho. Gli ho dato le spalle solo per un attimo, ed è stato in quel momento che ha fatto scivolare un sacco sopra la mia testa e mi trascinato fuori dal negozio. Solo dopo essere stato liberato da quel sacco mi sono accorto di essere ai Kong Studios, e che Murdoc Niccals era stato il mio aggressore. La musica che mi fece sentire però era abbastanza buona da convincermi a restare.»
Vi presento Russel Hobbs, il pezzo grosso dell’Hip Hop, direttamente dagli Stati Uniti d’America. Nato a Brooklyn, a New York, il 3 giugno del 1975, Russel è stato cresciuto come si deve per essere gentile e per parlare in modo eloquente e ben articolato, nel rispetto della gente attorno a lui. Se 2D rappresentava la bellezza e Murdoc era la mente, allora Russel avrebbe rappresentato il cuore. Se per Murdoc e per 2D la musica era una passione, Russel era proprio un vero musicista, che poteva vantare una conoscenza in fatto di musica a livello mondiale. I guai comunque stavano da sempre appresso a Russel Hobbs.
Murdoc: «Ho sentito parlare di questo Hobbs, maestro dell’hip hop, un uomo solitario, re del ritmo, che è stato posseduto dai fantasmi dei suoi amici morti. Dài! Quanti giornalisti avrebbe attirato una cosa del genere? Questa roba aveva tutto! Hip hop, i non-morti, spiriti rapper, deportazione ed un feroce batterista erano arrivati tutti insieme ad un unico assegno per i diritti d’autore. No, baby. Nell’istante in cui ho sentito parlare di Russel Hobbs, sapevo che sarebbe entrato nella band. Che gli fosse piaciuto oppure no…»
Dopo che, durante una notte, tutti i suoi amici morirono in una sparatoria (02) Russel fu trasferito in Inghilterra per la sua incolumità. Ci racconta la storia lui stesso, con il suo accento lento e strascicato dell’East Coast.
Russel: «È ancora tutto così vivido. Il suono della macchina che arrivava dietro di noi. Io ed i miei amici eravamo con l’auto parcheggiata fuori dal 7-Eleven e stava piovendo a dirotto. Beh, noi ci stavamo semplicemente facendo i fatti nostri quando una Humvee (03), una grossa e nera Humvee, è avanzata lentamente dietro al nostro veicolo. Capimmo subito che questo significava guai…»
2D: «Vai avanti, cos’è successo dopo?»
Murdoc guarda 2D ed alza gli occhi al cielo. 2D aveva già sentito questa storia 50 o 60 volte e Murdoc lo sapeva. Gli lancia un pesante elenco telefonico, colpendolo esattamente dietro la testa.
Murdoc: «Oi! Rain Man! (04) Perché non riesci a ficcartelo in testa?»
Ascoltare Russel parlare ancora di questa cosa, era come starsene seduti ad una di quelle noiose sedute di terapia tenute da un vecchio bacucco.
Russel: «Erano membri di una gang. Ce n’era un furgone pieno. Tutti portavano un cappuccio rosso sulla testa, tranne uno che lo aveva nero. La sua faccia era interamente avvolta nell’ombra. Abbiamo notato le canne delle pistole puntate dritte verso di noi, attraverso i finestrini. Hanno fatto fuoco, ed il cielo notturno si infiammò. Gli spari dei loro Uzi illuminarono l’ambiente che ci circondava. Il mio amico Del morì sul colpo, mentre gli altri… tutti gli altri morirono, tranne me. Per qualche strano motivo, nessun proiettile riuscì a colpirmi.»
2D: «È molto strano.»
Murdoc: «Avrai pur notato che molte delle cose che ci succedono non sono propriamente normali, coglione.»
Russel: «Mentre ero ancora nascosto sotto i sedili, riuscii a vederlo in faccia. Quello con il cappuccio nero… era la Morte in persona. Il Cupo Mietitore. Quell’immagine mi resterà impressa per tutta la vita.»
Murdoc: «Ehm… fantastico.»
Russel: «Quella fu la prima volta che lo vidi.»
Murdoc: «Risparmiatelo per la biografia, Russ.»
2D: «Ma… pensavo che fosse quello che stavamo…»
Russel: «Fu allora che, improvvisamente, tutti quegli spiriti, i fantasmi dei miei amici morti, entrarono nel mio corpo come se stessero venendo risucchiati. Come lenzuola che vengono aspirate da un’aspirapolvere. Bam! Bam! Whoosh!! Bam! Dritti dentro di me.»
A causa della possessione, gli occhi di Russel diventarono permanentemente di colore bianco latte. In seguito a questo fenomeno, ottenne anche le sue eccezionali doti musicali, essendo gli amici in questione quelli che aveva conosciuto dopo un breve incontro con la malavita demoniaca, e tutti pezzi grossi nel mondo della musica.
Murdoc: «Così, ho riportato Russel al vecchio-»
Russel: «Del. Lui era la mia vera anima gemella, mio amico e fratello. Quando venne ucciso, il suo spirito trovò dimora dentro di me. Divenne il fantasma rapper che è apparso nel video “Clint Eastwood”. Io sono sempre stato un contenitore per spiriti ribelli ed apparizioni demoniache…»
Del, il Fantasma Rapper. “Fummo inseparabili fin dal primo giorno in cui ci incontrammo. Anche dopo la sua morte.” Russel Hobbs
Murdoc: «Beh, Russel, probabilmente è a causa della tua stazza. Offri posto libero tanto quanto uno ‘spazio immobiliare’.»
Russel: «Più che altro, penso che sia… il fatto che io vibri alla loro stessa frequenza.»
Murdoc: «Tu, cosa?»
Russel: «All’inizio frequentavo una scuola privata a New York, la Xavier School for Young Achievers {Giovani talenti, giovani di successo}, ma venni allontanato dal corpo insegnanti in seguito ad un incidente durante il quale alcuni laureandi furono orribilmente massacrati. All’epoca non ne ero ancora al corrente, ma ero già posseduto da un demone, ed era pure bello grosso. Sembra che una notte, nel dormitorio del campus, io sia cresciuto di due volte tanto la mia stazza, abbia perso le staffe ed abbia sollevato qualcuno dei ragazzi lanciandoli come fossero bambole. Se non avessi visto la scritta “Russel Hobbs è stato qui” (05) scribacchiata col sangue nel corridoio della scuola, non avrei mai creduto di essere stato io. Era proprio la mia firma.»
Murdoc scuote la testa.
Murdoc: «Sei proprio fuori di testa, Hobbs, lo sai?»
Russel: «Datti una calmata, Mudz, o ti riempio di botte nello stile di Brooklyn. (Pausa) Comunque venni espulso dalla scuola, ma a causa della possessione e dell’ansia finii in coma. Sono stato in uno stato di incoscienza per circa quattro anni, fino a quando un Padre Merrin (06) ha esorcizzato il demone che dimorava nella mia anima. Fu allora che ripresi conoscenza.»
Il demone venne finalmente sconfitto e Russel si riprese, dopo ben quattro anni di coma. Per sua sfortuna, la sua vecchia scuola, si rifiutò di riammetterlo.
Russel: «Fu allora che mi iscrissi alla Brooklyn High School, dove incontrai la mia nuova compagnia. Erano musicisti di strada, rapper, DJ ed MC (07). Ho imparato molto, ed in pochissimo tempo. L’hip hop ha salvato la mia vita e la mia anima.. »
Ma la sua luna di miele non era destinata a continuare per molto. La sparatoria non aveva solo ucciso la sua crew, ma aveva anche segnato il suo destino. I suoi genitori lo fecero trasferire in Inghilterra, nella casa di suo zio a Belsize Park, immaginando che quello avrebbe potuto essere per lui un posto piuttosto sicuro.
Russel: «Mi mandarono da mio zio durante la convalescenza, affinché potessi riprendermi e rilassarmi…»
Murdoc (sogghignando): «Ma non hai preso in considerazione l’ipotesi che io avessi potuto scovarti, non è vero, amico? Oi! Russ. Non pensavi che sarebbe successo, vero?»
Tra gli effetti personali di Russel, che gli furono spediti, ce n’era uno che sarebbe diventato il pilastro dell’equipaggiamento dei Gorillaz… La leggendaria Hip Hop Machine!
Russel: «Quell’affare conteneva ogni ritmo conosciuto dall’uomo. È insostituibile. È il TARDIS (08) del mondo dell’hip hop. I suoi ritmi abbracciano sia il tempo che la storia, dritto nell’Universo. Mai far casini con quella macchina – Potrebbe divorarvi!»
Come detto dal nostro gigante, la macchina è un torreggiante ibrido di ogni batteria, beatbox, rhythm-track, breakbeat ed ogni esemplare musicale che sia mai stato creato. Il fatto che contenga anche le anime di molti batteristi morti che vagano ininterrottamente attorno ai circuiti, beh, la dice lunga sul perché quest’oggetto sia ampiamente bramato. Non è un tipo di equipaggiamento che si può comprare nel retro dell’Exchange & Mart, non è così? Con l’inserimento di Russel nella band, la varietà di generi musicali abbracciati dai Gorillaz incrementò tantissimo. Portò con sè l’amore per l’hip pop, il funk, il dub, la musica etnica, per il Krautrock e molto altro. La sua conoscenza era infinita. Spaziava tra le orchestre jazz, il blue grass, il booty bass al jazz, allo ska, al White Noise ed al reggae. Inoltre, il suo titolo di studio e la sua istruzione scolastica Newyorkese, lo portarono ad ottenere una certa conoscenza delle arti della letteratura. Un’istruzione che spaziava da Busted, a Basquiat, a Bukowski. È un termine abusato, ma si potrebbe definire Russel come un vero uomo del Rinascimento. Anche se… uhm… non sono sicuro di cosa significhi esattamente.
Russel: «Apparteneva al Rinascimento, l’aspettarsi che un gentiluomo avesse una conoscenza molto vasta e talenti in svariati settori. A differenza degli eclettici, che sono persone che riescono ad eccellere in molti campi. Io sono una via di mezzo tra questi due mondi. Sono un tuttofare, ma sono soprattutto un maestro della batteria.»
Cos’avreste potuto chiedere di più?
Murdoc: «Una chitarrista decente?»
Il loro unico punto debole sembrava essere Paula, la chitarrista.
Murdoc: «Credo che questa parte possiamo anche saltarla.»
Chi è Paula?
Murdoc: «Non importa. È storia.»
No, dài. Chi è Paula?
Murdoc: (sospira) Paula era la nostra chitarrista, all’epoca. 2D usciva con lei…
2D: «Era la mia fidanzata.»
Murdoc: «Chi se ne frega. Ma lei… ehm… non andava bene per la band.»
Dopo che Russel si unì alla band, a Paula, all’epoca la ragazza di 2D, venne assegnato il ruolo di chitarrista. Una notte però Russel scoprì Murdoc e Paula combinare qualcosa insieme nei bagni del Kong.
Murdoc: «Bagno numero 3, mi sembra di ricordare.»
Per questo disgustoso atto di disonestà, Russel ruppe il naso di Murdoc altre cinque volte, per un totale di otto fratture, le quali conferirono al suo naso ormai distrutto la forma che ha oggi.
Paula Cracker, prima chitarrista dei Gorillaz: «Sì. Beh, mi vedevo con Stu-Pot da circa due mesi. Sapevo suonare un po’ la chitarra ed ero solita comprare le corde nel negozio in cui lui lavorava. Era molto dolce… anche se un po’ ottuso. Mi disse che sarebbe diventato diventato il cantante di questa band, okay? Non avevano ancora un nome, ed ho pensato “Sì, l’ho già sentita questa storia.” Nonostante tutto sono andata ai Kong Studios per dare un’occhiata, ed ho finito col suonare con loro. Ma quando ho visto Murdoc, coi suoi folti capelli unti, denti verdi e pelle gialla, ho pensato “Oooh! È l’uomo per me!!”»
2D e la sua ragazza Paula Cracker. “Momenti felici. Questo fu prima che ogni cosa diventasse… contorta ed incasinata.” 2D
Paula è sempre più concitata. Probabilmente è sotto l’effetto di qualche farmaco.
Paula Cracker: «Oh! Era fantastico! Come Errol Flynn (09) o qualcosa del genere. Ma dopo la cosa nei bagni, mi hanno cacciata via. Bastardi. Non ho più avuto notizie da parte di Murdoc. Inoltre il mio borsellino era sparito. Da allora diventarono questa grande band stratosferica, quindi immagino di essere stata felice per loro. Però, la cosa mi ha anche fatto, ehm… uscire di testa. Come se volessi… fare del male alla gente. Hanno provato a cancellarmi dalla storia dei Gorillaz. Però ero io la chitarrista, prima di quella Noodle. Ho una mezza idea di dar loro la caccia e fottere le loro menti.»
Penso proprio che stia assumendo farmaci.
2D: «Non posso credere che tu l’abbia fatto, Murdoc.»
Murdoc: «Ti ho fatto un favore amico. Era un cesso di ragazza. Davvero, sembrava Grayson Perry (10) o qualcosa del genere. Stai meglio senza di lei.»
2D (a bassa voce): «… È una questione di principio.»
Murdoc: «Senti, era brutta come la morte. Il solo vederla ti faceva venir voglia di saltare la cena. Dovresti ringraziarmi. Comunque, continuiamo lo spettacolo…»
01) Il titolo del capitolo è un gioco di parole con “Waking a sleeping giant” che è pressappoco l’equivalente italiano di “non svegliare il can che dorme”, in questo caso, meglio non fare nulla che possa scatenare la rabbia del gigantesco Russel.
02) Sparatoria: Il termine originale è drive-by shooting ed indica, per la precisione, una sparatoria od un attentato perpetuato da persone all’interno della loro auto.
03) Humvee: Veicolo militare da ricognizione dell’esercito americano.
04) Rain Man: Murdoc fa riferimento al famosissimo personaggio affetto da autismo dell’omonimo film, interpretato da Dustin Hoffman.
05) In originale è scritto “Russel Hobbs Woz ‘ere”.
06) Padre Merrin: Il famoso esorcista del film, appunto, l’Esorcista.
07) MC: Master of Ceremonies. Letteralmente, significa “maestro di cerimonie”. L’MC’ing è una delle quattro discipline che compongono l’hip hop.
08) TARDIS: Acronimo che sta per “Time And Relative Dimension(s) In Space“ (ovvero “tempo e dimensioni relative nello spazio). Si tratta di un mezzo di trasporto inventato dai Signori del Tempo proveniente nella celebre serie televisiva Doctor Who.
09) Errol Leslie Flynn: Famoso attore statunitense di origine australiana che interpretò personaggi avventurosi ed eroici in film di successo.
10) Grayson Perry: Artista che gioca da anni con la sua identità sessuale, travestendosi da Claire, il suo alter-ego femminile.
Murdoc: «Strumenti nuovi, cantante nuovo, band nuova. Era quello di cui avevo bisogno. Avevo un sacco di canzoni fighe e demo. Sapevo che avrebbero sfondato le classifiche! Sapevo anche però che ogni canzone era tanto bella quanto il gruppo che la suonava. Così, ho iniziato a mettere su una band sensazionale. I membri che la componevano avrebbero dovuto essere il meglio, o non se ne faceva niente. Ho deciso di assemblarla nel modo più semplice. Fare un ramraid (2) ai danni di un negozio, rubare l’attrezzatura e trionfare nelle classifiche. Prendi le ragazze e uccidi il drago, capisci? (3)»
Fu così che mentre Stu stava svolgendo il suo lavoro, di sabato come al solito, all’Uncle Norm’s Organ Emporium, il suo mondo e quello di Murdoc si scontrarono, letteralmente, alla massima velocità…
Murdoc:«Io e la mia gang di “snaggle-toothed hard nuts” (4) decidemmo di averne abbastanza. Tutto quello che dovevamo fare era rubare una macchina, scendere in città, aumentare gradualmente la velocità e poi scagliarci dritti contro la vetrina del negozio di musica, ramraid stylee! In quel modo, vedi, avremmo potuto fregare un po’ di cose, prenderci gratuitamente attrezzature di ultima generazione, e farci quattro risate. Il fatto che l’auto sia finita sulla faccia di 2-D è stato solo un extra.»
2D: «Ad essere sincero, ricordo quel giorno piuttosto chiaramente. Ero fermo dietro al bancone, tipo, fissando il vuoto. Probabilmente sono stato in quella posizione per tre ore o qualcosa del genere. Semplicemente, me ne stavo lì.»
Murdoc: «Come una specie di coglione.»
2D: «Improvvisamente Murdoc ha fatto irruzione sfasciando il muro del negozio, sulla sua Vauxhall Astra, la quale ha colpito la mia testa di lato col paraurti.»
Murdoc: «Giorni felici! … È stato quando ti è schizzato fuori l’occhio, vero?»
2D: «Sì. Il primo. Non è uscito, è stato spinto verso l’interno. Fratturato. Dio, ha fatto male.»
Guidando la sua Vauxhall Astra rubata contro il negozio ed atterrando direttamente addosso a Stu-Pot, Murdoc gli danneggiò in modo permanente l’occhio sinistro, facendolo piombare in un profondo stato catatonico.
Murdoc: «Sei diventato un vegetale all’istante. Se non avessi riso così tanto, probabilmente avrei sentito i poliziotti arrivare da fuori.»
Murdoc fu arrestato e successivamente condannato a 30000 ore di lavori socialmente utili, più 10 ore alla settimana da dedicare alla cura di Stu-Pot, che versava in stato vegetativo.
Murdoc: «Dio benedica il sistema giudiziario britannico, eh? Incredibile! Hanno lasciato che IO mi prendessi cura di TE. È stata un po’ una rottura, ma ci siamo divertiti molto durante le nostre sessioni. Tu non te lo puoi ricordare, comunque. Sul serio, eri solo un fesso in stato comatoso. Era come badare ad un blocco di cemento.»
Il servizio di Murdoc nella Care in the Community (5) prevedeva spesso il trascorrere il tempo da scontare, maltrattando il sordo, muto e cieco Stuart Pot. Calciarlo, prenderlo a schiaffi e a pugni, trascinarlo qua e là, inzupparlo, catapultarlo… Niente sembrava toccare quel ragazzo catatonico, finché Murdoc non causò un incidente spingendosi troppo oltre.
Murdoc: «Eravamo in un parcheggio a Nottingham e stavo tracciando sull’asfalto un bel po’ di sciccosi donuts (6) Stavo consumando per bene le gomme, tanto da farle fumare. Le ragazze che stavano li attorno erano molto impressionate, quindi ho pensato di alzare la posta in gioco. Avrei tolto il piede dal freno ad avrei fatto un gran finale. Stavo probabilmente per raggiungere i 90 all’ora, quando 2D è stato catapultato fuori dal finestrino. Ha fatto un volo di circa 500 metri, atterrando di faccia sul cordolo. Ehm… Ooops!»
2D: «Davvero?»
Murdoc: «Sì. È stato quando ti è partito il secondo occhio. Sei volato fuori dal finestrino a 70 miglia all’ora, cadendo di nuovo sulla tua stessa testa. Sei scivolato sulla faccia per circa mezzo miglio ma quando hai ripreso conoscenza, mio Dio!»
L’impatto dell’incidente risvegliò Stu-Pot dal suo stato di paralisi dandoci così uno dei più grandi frontman che il mondo abbia mai visto!
Murdoc: «Si è alzato molto lentamente, mi stava ancora dando la schiena, e altrettanto lentamente si è girato, come uno di quegli zombie dei film che guarda, e lì… non c’erano occhi! Solo due buchi neri, uno sguardo vacuo.»
2D: «Dev’essere stato piuttosto spaventoso.»
Murdoc: «No, amico. L’ho visto! Era fantastico! Un dio dai capelli blu e dagli occhi neri! Le ragazze sarebbero impazzite. Sapevo di avercela fatta. Eri ancora un po’ fuori di testa, ma io avevo il mio frontman. Nonostante il casino, ed il fatto che metà della tua faccia stesse penzolando, ho capito che le ragazze avrebbero perso la testa per il suo aspetto grazioso, quindi l’ho fatto diventare il cantante dei Gorillaz.»
Come avrebbe potuto non farlo? Era lì, impalato davanti a Murdoc, “la giovane divinità dell’amore”: magro come un levriero, i capelli a punta, la pelle di un pallore cadaverico e due buchi neri al posto degli occhi.
Goffo e tutt’ossa, oppresso come un cadavere dalla velocità dell’auto, e con un’ottima competenza nell’uso della tastiera. Perfetto! Murdoc aveva assunto lo Stu-Pot appena risvegliato dal coma (per quanto ancora un po’ difettoso a livello mentale) come tastierista e cantante per il suo gruppo, rinominandolo “2D” (7) in onore dei due bozzi che erano ora visibili sulla sua testa. Cicatrici lasciate dai due incidenti stradali causati da Murdoc.
Murdoc: «Ora avevo bisogno di un batterista…»
Certo. La colonna portante di ogni grande gruppo. Prossima fermata, Soho.
Murdoc: «Tecnicamente, comunque, la mia voce è molto meglio di quella di 2D.»
1) Con il termine D-Day, solitamente utilizzato per indicare lo sbarco in Normandia del 6 giugno 1944, si intende in gergo militare il giorno in cui si deve iniziare un attacco o un’operazione di combattimento.
(2) Ramraid: Indica un furto con scasso effettuato schiantandosi, con un furgone o altri veicoli pesanti, contro le vetrine o le porte di un negozio chiuso, in modo da permettere ai responsabili di razziare.
(3) Prendi le ragazze ed “uccidi il drago” significa fare un lavoro al massimo delle tue possibilità, qualsiasi esso sia.
(4) Intraducibile. Il primo termine indica persone dai denti storti, il secondo termine si usa per prendere in giro qualcuno che si crede figo. In pratica Murdoc non ha molta stima della gente che frequentava all’epoca.
(5) La cura nella Comunità è la politica britannica di deinstituzionalizzazione, ovvero curare persone fisicamente e mentalmente disabili nelle loro case piuttosto che in un’istituzione.
(6) Donut: Tecnica derivata dalle corse di drifting o derapata di auto. Consiste nel disegnare un cerchio quanto più preciso intorno ad un punto con le ruote dell’auto, fino a formare una ciambella con i segni delle ruote sull’asfalto.
(7) La lettera “D” nel soprannome 2D sta per “dents”, ovvero i due bozzi causati dai due incidenti avvenuti per colpa di Murdoc.
“Un capolavoro per quanto riguarda i film sugli zombie. George Romero per me è come i Beatles.” – 2D
2D: «All’epoca ero più interessato ai film che alla musica. “Meantime”, “Scum”, “Made in Britain”. Capisci che intendo? Inoltre ero anche un gran fan di film sugli zombie. “Dawn of the dead”(1), “Evil Dead”, “Zombie Flesh Eaters”. Mi piaceva molto anche Lucio Fulci, Il Padrino del Gore. Ho davvero amato il suo film “Zombie”, ed anche “The Gates of Hell”. Anche la roba di George Romero era fantastica! Mi sono piaciuti i film “Rabid” e “The brood” di Cronenberg. Un altro film figo è stato “Driller Killer” di Abel Ferrara. “The Exorcist” e “Texas chainsaw massacre” sono entrambi stupendi. Piuttosto spaventosi. Oh, e anche “Cannibal massacre”. “Dawn of the Dead” però resta probabilmente il mio preferito. Non so, ma c’è qualcosa negli zombie che mi dà i brividi. Il loro modo di camminare, sono così lenti ma alla fine riescono sempre a prenderti. Mi spaventano molto, ma forse è proprio per questo che li guardo.»
Stu-Pot o, se vogliamo chiamarlo con il suo nome per intero, “Stuart Pot”, è nato il 23 maggio del 1978 da David e Rachel Pot. I Pot vivevano in una normale, accogliente villetta monofamiliare in Crawley New Town (oppure Craw Leah, che significa “disinfestazione di corvi”, così come era chiamata dai coloni sassoni). Stuart era un ragazzo gentile e di buone maniere, sul quale c’era poco da dire. Persone meno gentili avrebbero potuto forse descrivere il giovane Stuart Pot come un po’ ottuso. La sua educazione, un po’ anche come lo stesso Stuart, fu perlopiù mediocre e senza eventi di rilievo. Oltre al fatto di essere nati entrambi sotto il segno zodiacale del cavallo, secondo l’oroscopo cinese, lui e Murdoc non avrebbero potuto provenire da due famiglie più diverse.
2D: «So che gira una voce a proposito del fatto che il mio vero nome sia Stuart Tusspot o qualcosa del genere, ma non è vero. È Pot. Stuart Pot.»
David Pot: «Veramente il mio nome, originariamente, era Tusspot, ma avendo vissuto una vita ricoperto di ridicolo, quando è nato Stuart ho pensato che avrei potuto abbreviarlo in Pot. In fondo in fondo però, io e Stu siamo ancora dei Tusspot (2).»
Nonostante quello che Stu-Pot dice, la musica, assieme ai film, ha sempre giocato un ruolo importante nella sua vita. David e Rachel Pot ricordano Stuart come un bambino emotivo di 10 anni che saltellava nella sua camera da letto con, in sottofondo, la musica di The Jam, The Specials, The Clash, Wire e Buzzcocks. Vecchie compilation su musicassette rivelano che era anche un fan di Jason Donovan, Five Star, Shakatak e, in assoluto i preferiti di Stu, The ‘Human’ League. Era anche un appassionato suonatore di melodica, che creava melodie semplici, ma difficili da dimenticare, con la sua Hohner(3) nello stile del suo idolo Augustus Pablo.
2D: «Ah, sì. Beh, mi ero dimenticato di tutto questo.»
Quando Stuart aveva 11 anni, cadde da un albero atterrando di testa. Questo gli causò la perdita totale dei capelli e di ogni pelo corporeo. Quando ricrebbero il loro colore naturale diventò di un vivace blu azzurro.
Murdoc: «Collars and cuffs?» (4)
(2D guarda in basso, grattandosi la testa a disagio.)
Suo padre David era un meccanico ed un elettricista, e riparava giostre in un parco divertimenti. Sua madre era un’infermiera dal seno abbondante, ed era lei ad assicurarsi che Stuart avesse a disposizione una scorta infinita di antidolorifici per le sue terribili emicranie. Questi attacchi peggiorarono dopo l’incidente che unì forzatamente le vite di Stuart e Murdoc negli anni a venire. Stuart Pot ha frequentato la scuola St Wilfred, casualmente lo stesso istituto dove sono stati educati i The Cure, i padrini indie del goth e “spider-based” (5) dove, nonostante una marcata carenza di ambizione ed un intelletto apparentemente limitato, Stuart fu in grado di ottenere voti abbastanza buoni.
2D: «Beh, sai come si dice: “Un po’ di cultura è una cosa fantastica”. (6) Non ho pensato a cos’avrei voluto veramente fare dopo la scuola, comunque.»
Qua, segue una lunga pausa.
2D: «Veramente, da che io possa ricordare, non ho mai pensato a niente.»
«Mi sorprendi.»
2D: «Ho attraversato una fase nella quale avrei voluto essere un cacciatore di tempeste ed ho registrato un sacco di video dalla TV di tornado e cose del genere. Mi piaceva armeggiare con le tastiere e con gli aggeggi elettronici in generale. Mio papà mi ha aiutato un po’ a modificare i miei strumenti così da poter creare, tipo, nuovi suoni con la tastiera e cose simili. Usavamo stilofoni, Moogs (7), vecchie batterie, sul serio, qualsiasi cosa elettronica che fosse in grado di emettere un suono. Avevo un Casio VL-tone (8) che pensavo fosse un bene fondamentale. Mi piaceva giocherellare con gli strumenti in grado di emettere rumori elettronici, tipo beep, sentendomi un po’ stralunato. Posso farti sentire un nastro che ho registrato anni fa, se vuoi.»
«No, fa lo stesso.»
2D: «Mi dedicavo un po’ anche alla pittura trastullandomi con graffiti e cose simili. Ad un certo punto, se non sbaglio, volevo essere un teppista come quel Banksy (9) ma a parte questo, oltre lo strano gioco del Subbuteo (10) ed il lavoro che svolgevo il sabato, non ho mai avuto grandi ambizioni che mi spingessero a fare davvero qualcosa. Lavoravo il sabato così da poter racimolare abbastanza per comprare il set Subbuteo Euro 96. Aveva tutte le palline Euro 96, le recinzioni, i giocatori ed una confezione figa, che assomigliava un po’ al set USA 94, il quale era simile alla custodia Italia 90, a parte il fatto che loro…»
“Questa foto è davvero molto vecchia. Con le pupille sembro completamente diverso” – 2D
Nel frattempo, tornando a Stoke, Murdoc si era imbattuto in diversi loschi individui, radunando una gang di “compagni di merende” poco raccomandabili, inclini a seguirlo. Stanco di trovarsi immerso in un’infinita monotonia di lavori senza sbocchi e provini con le band che non portavano a niente, decise di “darci dentro col crimine” e mettere in atto il suo piano…
1) Di seguito vi è l’elenco dei titoli dei film citati da 2D che sono famosi in italiano con un titolo differente da quello originale. “Dawn of the dead” (Zombi); “Evil Dead” (La casa); “Zombie Flesh Eaters” (Zombi 2); “The Gates of Hell” (Paura nella città dei morti viventi); “Rabid” (Rabid – Sete di sangue); “The brood” (Brood – La covata malefica); “The Exorcist” (L”esorcista); “Texas chainsaw massacre” (Non aprite quella porta).
(2) Il vero cognome di 2D, Tusspot, è un gioco di parole con il termine “Tosspot” che nello slang inglese indica in questo caso una persona sciocca, un poco di buono.
(3) Hohner è la marca della melodica di 2D.
(4) Intraducibile in italiano, indica che il colore dei capelli e quello dei peli pubici sono differenti. Si usa solitamente nei confronti di una donna con i capelli tinti.
(5) Intraducibile in italiano, fa riferimento alla canzone dei The Cure “Lullaby” dove il tema principale ruota attorno alla figura di un uomo-ragno cannibale e dove viene trattata l’aracnofobia del cantante Robert Smith. Non vi è alcun collegamento con la figura di Spider-Man.
(6) (In originale, 2D dice “A little knowledge is a wonderful thing”. Quello che avrebbe dovuto veramente dire invece è “A little knowledge is a disposizione thing”, citazione dello scrittore e poeta Alexander Pope in “Saggio sulla critica” del 1709 e che, al contrario, vuole esprimere il concetto che conoscere qualcosa solo in modo superficiale, può essere più pericoloso del non sapere nulla di tale argomento.
(7) Sistema di sintetizzatori basati su tastiera progettato e costruito dall’ingegnere statunitense Robert Moog, da qui il nome.
(8) È la prima tastiera elettronica della linea di prodotti musicali della Casio, introdotta nel 1979.
(9) Artista e writer inglese, considerato uno dei maggiori esponenti della street art, la cui vera identità rimane ancora sconosciuta.
(10) Gioco da tavolo nel quale viene riprodotto, in miniatura, il gioco del calcio.
Murdoc Niccals è nato nel quartiere puzzolente di Stoke-on-Trent il 6 giugno 1966 (1) Non ci sono informazioni sicure, ma scorre voce che la madre di Murdoc lo abbia dato alla luce mentre era ricoverata nel Belphagor Sanatorium, una casa di accoglienza per “gli ammalati, i poveri e bisognosi e gli incredibilmente annoiati”.
Qualsiasi sia la verità dietro tutto questo, il neonato Murdoc è stato trovato, abbandonato, sulla soglia d’ingresso della casa del suo efferato padre.
Murdoc ricorda: «Stranamente, tutti sapevano chi fosse mio padre ma nessuno sapeva veramente chi fosse mia madre… nonostante ci fossero un sacco di chiari indizi a riguardo. Semplicemente, una notte, sono stato trovato sulla porta d’ingresso di Sebastian Niccals mentre tornava a casa da uno dei suoi giri di bevute al pub.»
Suo padre, Sebastian Jacob Niccals (o Jacob Sebastian Niccals, dipende da chi lo chiede) era un noto ubriacone, un giocatore d’azzardo, un donnaiolo ed uno scansafatiche. Un uomo la cui collezione di dubbi vizi avrebbe fatto vergognare Bill Sikes. Scorre voce che abbia avuto molti figli nella zona e che abbia trascorso la maggior parte della sua vita da straccione evitando ogni lavoro possibile, in un modo o nell’altro. È facile dedurre che quella fatidica notte un turpe corvo nero si appollaiò sopra le fasce che avvolgevano Murdoc. Questo suggerì a Sebastian, il quale stava tornando dal pub, qualche indizio su un probabile collegamento tra lui e quel bambino. Sebastian scacciò la melliflua, tossichiante creatura con la mano e si portò in casa quel marmocchio tutto capelli. Si può solo che immaginare l’espressione di totale delusione che venne a formarsi sul suo viso da ubriacone quando aprì quel “pacco a sorpresa”.
“Questo sono io a dieci anni. Già da allora il mio aspetto cupo e seducente spiccava.” – MURDOC NICCALS.
Murdoc: «Penso che se eBay fosse stato inventato all’epoca, mio padre mi avrebbe venduto online. Per anni ho dovuto sopportare il suo alcolismo ed i suoi comportamenti astiosi, prima che mi spedisse a scuola. Odiavo la scuola tanto quanto odiavo mio padre. Spesso mi chiedono perché il mio modo di comportarmi sia così corrotto, ma non è così difficile capirlo se si pensa da che razza di sporchi lombi sono stato sparato fuori! Sai, “la miseria passa di uomo in uomo”. A dire il vero, penso che “This Be The Verse” sarebbe stata una canzone irresistibile. Sfortunatamente, Philip Larkin non ha mai scritto “This Be The Chorus”, che sarebbe stato essenziale per entrare nella classifica musicale. Inoltre sarebbe dovuto rientrare nei primi 45 secondi, oppure Radio 1 non l’avrebbe mandata in onda.»
Dall’età di sette anni, Murdoc frequentò la Sodsworth Comprehensive School anche se, fin dal primo giorno, lo si poteva trovare spesso nei corridoi durante le lezioni. Il suo ex insegnante, Mister Gravadlax, ricorda Murdoc con molto calore. Ne parla come di un trasandato, adorabile studente della Sodsworth School.
Gravadlax: «Murdoc Niccals? Oh no, non lui… lo odiavo. Era un pessimo studente. Sarebbe stato meglio se avesse passato la maggior parte del tempo fuori, contro i muri del corridoio, piuttosto che in classe, a distrarre gli altri studenti con i suoi infiniti versi (2) ed inutile humour malizioso. Anche se devo ammettere che fin da allora aveva carisma ed una grande capacità nel convincere i suoi compagni a vedere le cose nel… ehm, “Modo di Murdoc Niccals (3). Certamente spiccava, ma fondamentalmente era uno stupido imbecille che arrivava in classe puzzando di whisky.»
Murdoc: «Meglio che arrivarci puzzando di droga.»
Tony Chopper: «Sí, mi ricordo di Murdoc. Un inquietante piccolo animaletto che puzzava sempre come una borsa di ginnastica non lavata… sudore di palle. Ho goduto molto nel rendere la sua vita un supplizio. Se avessi saputo quel che sarebbe diventato, mi sarei comportato, beh… diversamente. Vedete, ho 42 anni adesso, e ho trascorso la notte scorsa ad allestire scaffali in un Happy Shopper, quindi che ne è stato di me alla fine?»
Chopper affibbiò a Murdoc un sacco di nickname: Nerdoc, Nanerottolo, Reject, Faceache, Oddsock, Wallybollocks, Trenchfoot, Gaylord e Great Stinking Pile of Horsedung (4)… La lista continuava, con nuovi nick che venivano giornalmente aggiunti. Fu questo protratto periodo di bullismo che finì col rendere Murdoc un uomo. In questo processo, Murdoc si guadagnò la prima delle otto fratture al suo ormai leggendario naso sbilenco. Murdoc, stanco del suo persecutore, aggredì verbalmente Tony Chopper sfogando un’inarrestabile sfilza di insulti, un miscuglio di tagliente umorismo e veleno biliare.
Quest’anomala ondata di volgarità in crescendo, raggiunse il climax con Murdoc che informava Tony Chopper di essere un “culone che occupa spazio inutilmente, che di mestiere sarebbe finito a fare l’uomo che sorregge il cartello con la scritta “in vendita” ai lati della strada, solo per essere poi licenziato e rimpiazzato da un secchio di immondizia”.
Murdoc: «Una scimmia incazzata avrebbe avuto più possibilità nella vita.» SBAM!!! Il pugno grassoccio di Tony colpì la faccia di Murdoc frantumandogli il naso e mandandolo in aria. Successo!!! Alla fine! Murdoc aveva indubbiamente toccato uno dei tasti dolenti di Chopper. I suoi insulti avevano penetrato la spessa corazza di Tony riducendolo ad un delinquente stupido e piagnucoloso. Nonostante il naso sanguinante, Murdoc sapeva di averlo sconfitto. Quel giorno Murdoc tornò a casa da scuola felice, col sangue che gli colava dal naso rotto e pulsante. Era sulla buona strada. L’ abilità di riuscire a mettere in risalto i difetti delle persone, diede al nostro Murdoc nuova fiducia in sé stesso. La maggior parte dei suoi anni da teenager in piena ribellione, Murdoc li trascorse spassandosela con furti, scorrazzate con auto rubate, combattimenti clandestini di animali, frode ed incendi dolosi. Solitamente, tracannava bottiglie di Strongbow (5) e sparava alle finestre con pistole ad aria compressa. Dopo le dure giornate di attività criminali, Murdoc trascorreva le sue serate ascoltando vinili nelle case dei suoi compagni di sventure. Fu allora che, tra le altre cose, Murdoc scoprì le profonde ed oscure, dolci gioie dei Black Sabbath. La Metal Band di Birmingham fu una seconda epifania per lui, risplendendo come una luminosa torcia attraverso l’oscurità. Murdoc iniziò ad immaginare un glorioso futuro all’infuori del putrido, opprimente, bubbonico, malato paesinio che era Stoke-on-Trent.
Murdoc: «La più grande collezione di successi dei Black Sabbath, “We Sold Our Soul For Rock ‘N’ Roll”. Oh sì, quella roba mi ha fatto uscire di testa. Sul serio, sono stati un altro catalizzatore per la mia avventura nel vecchio gioco del Satanismo. Loro, Aleister Crowley, Anton La Vey, ed un ingegnoso kit “fai da te” del Satanismo della A.C.M.E. che ho comprato ad un mercatino dell’usato. Ma la cosa più importante? Vedete, c’era questo tizio che girava per l’Arndale Centre consegnando volantini, ed immagino siano state parole come “la vera ricchezza sulla terra”, “l’appetito sessuale”, uniti all’opportunità di “eccedere con l’alcol” ad attirarmi. A 16 anni è una proposta molto eccitante per un uomo alla ricerca della sua strada.
Così, ci ho provato e ho capito che era la cosa giusta per me. Musica Heavy Metal e venerare il diavolo divennero i miei passatempi preferiti. I gusti di mio fratello Hannibal erano più rivolti verso il Dub ed il Punk, ed anch’io io li feci miei. Veramente, fu il mio amore per The Clash che, ad un certo punto, mi ha aperto gli occhi al mondo del Dub Reggae, ma il mio vero amore continuava ad essere l’Heavy Metal. Adorabile, pesante, appiccicoso black metal. Penso che a mio fratello non piacesse per niente, comunque.»
Hannibal Niccals ruppe il naso di Murdoc per la seconda e la terza volta. Il crimine di Murdoc, quella volta, fu quello di ascoltare l’album “We Rock” di Dio, sul giradischi personale di Hannibal.
Murdoc: «Mio fratello mi ha fatto conoscere un sacco di buona musica. Comunque, adesso è in carcere per… ehm… aver rubato dei coprimozzo o qualcosa del genere.» Poco tempo dopo, Murdoc venne sbattuto fuori dalla Sodsworth Comprehensive, munito unicamente di un certificato: Diploma di Antropologia Antisociale.
Murdoc: «Sì, ho studiato minuziosamente altre culture. Il loro schema comportamentale, il modo in cui comunicano e le loro tradizioni culturali. Poi, ad un certo punto, mi sono rotto i coglioni. Ho passato quell’esame a pieni voti.»
Comunque, i santificati corridoi della Stoke-on-Trent Sixth Form College, non avrebbero più avuto alcuna attrattiva su di lui.
Murdoc: «La combinazione del mio fascino diabolico, la mia sottile arguzia ed il mio amore per la musica, mi spinsero tutti nella stessa direzione. Decisi immediatamente che avrei trascorso la mia vita come una star della musica, immergendomi in vasti mari di Chianti, facendo rock’n’roll in giro per il mondo. Ero un genio a briglia sciolta! Arguzia, fascino, fiducia in me stesso e carisma divennero “le armi della mia armeria” ed ero… inarrestabile! Per siglare l’accordo, ho iniziato a… negoziare con il pezzo grosso là sotto, se capite cosa intendo dire. Sapevo di avere quello che ci voleva per dominare le onde radio, ma di certo non avrebbe fatto male ricevere un piccolo aiuto da Belzebù. Così, siamo giunti ad un accordo.»
Per dimostrare che l’accordo era stato stretto, Murdoc cambiò il suo secondo nome tramite atto unilaterale da Alphonce a Faust. In cambio, Murdoc si impossessò di “El Diablo”, il basso di Satana.
Ovviamente, il contratto tra i due rimbalzò da un avvocato all’altro per un po’ di tempo, perché nonostante per lui la strada fosse ora spianata, sarebbe dovuto passare ancora un po’ prima che Murdoc potesse bere dal calice del successo. Murdoc svolse una notevole varietà di lavori sottopagati per poter pagare l’affitto che suo padre gli chiedeva per vivere da in casa sua.
Murdoc: «Ehm… Becchino, venditore di zuppa, vendite telefoniche, Babbo Natale part-time, rubare piombo dai tetti delle chiese…»
«Questi non erano veri lavori.»
Murdoc: «Beh, erano lavori duri. Comunque, avevo bisogno di soldi.»
«Quanto eri disperato?»
Murdoc: «Beh, una volta ho pensato di fare a Sir Alan Sugar un buon vigoroso “tromboning” (6). Se non sbaglio, la somma accordata era di cento sterline. All’ultimo minuto però ho pensato: “Fanculo. Sono meglio di questo…” All’epoca lo chiamavano semplicemente Alan. Voleva però che io lo chiamassi “Sir”.»
«Davvero?»
Murdoc: «Sì. Questa storia è assolutamente vera.»
Durante quegli anni, Murdoc formò varie band con vari artisti, nessuna delle quali però sembrò andare da nessuna parte. Tra queste c’era la terribile band new romantic amatoriale “Patchouli Clark”, un triste, inutile mix di tastiere in stile gotico accompagnato dal canticchiare romantico di Murdoc che ricordava un corvo strozzato. Non ottennero mai un contratto.
Murdoc: «Sì, fa lo stesso. Ho sempre saputo che ad un certo punto sarei stato il Re del Mondo, ma non è accaduto con la mia prima band. Vabbè. Continua a leggere.»
Gli anni passarono uno dopo l’altro con tentativi fallimentari di raggiungere la fama. Kiss ‘n’ Make Up, Bullworker, Crimson Backdraft, Motley Dude, The Burning Sensations, The Stupid Name Gang, Durango 95, Two’s A Crowd (7)… la lista della vergogna continua.
Murdoc: «Alla fine sapevo di star sprecando il mio tempo; era come dare perle ai porci. La mia voce è per i veri intenditori, gli specialisti, e mi sono accorto che se volevo comunicare la genialità del mio talento di scrittore di canzoni al vasto pubblico che lo meritava, avrei dovuto trovare qualcuno con un talento vocale più… convenzionale.»
«Qualcuno che sapesse cantare, forse?»
Murdoc: «Sì, guarda. Il problema è che nel 1997 le classifiche erano una barzelletta. Queste persone non avrebbero riconosciuto della musica decente neanche se fosse arrivata e si fosse schiantata direttamente contro le loro facce. Avevo un piano che non puntava solo alle Top 40, non solo all’Inghilterra, non solo all’industria musicale ma al mondo intero. A qualsiasi cosa, okay? Quindi dacci un taglio con le frecciatine ed abbi un attimo di pazienza! Questa storia migliora sempre di più, quindi continua a scriverla, raggio di sole.»
Se Murdoc avesse davvero voluto realizzare il suo sogno e fuggire dalla sporca, sudicia, fatiscente, piena di rifiuti, che era la putrida fogna Stoke-on-Trent, avrebbe dovuto portare il suo piano generale ad un altro livello. Questo significava mettere in piedi una band degna del suo talento.
Nel frattempo, in un’altra zona dell’Inghilterra, Crawley New Town, un cantante molto, molto più talentuoso stava prendendo forma.
(1)La data di nascita di Murdoc è 6/6/66, per fare riferimento al numero associato al demonio “666”
(2) In inglese usa il termine “quacking” che fa riferimento al verso dell’anatra e che caratterizza i tipici grugniti che Murdoc emette di continuo.
(3) Più precisamente, in inglese, “The Murdoc Niccals Way”.
(4) Di seguito, una traduzione più precisa dei nick che Tony Chopper affibbiò a Murdoc: Nerdoc è un intraducibile gioco di parole che unisce “nerd” e “Murdoc”, Reject significa emarginato, reietto. Faceache è intraducibile. Si riferisce ad una persona dalla faccia particolarmente brutta e spesso accigliata, come se mantenere quell’espressione gli causasse dolore al volto. Murdoc chiama 2-D in questo modo adesso., Oddsock è una persona che si comporta in modo strano, Wallybollocks è intraducibile, ma più precisamente “wally” significa stupido e “bollocks” cretino. Trenchfoot Piede da trincea, una malattia tipica dei soldati che colpiva il piede a causa del freddo, dell’umidità e della scarsa igiene. Gaylord sta per “Lord Gay” e, infine, Great Stinking Pile of Horsedung significa “gran pila di puzzolente merda di cavallo”.
(5) Lo Strongbow è una marca di sidro.
(6) Per quanto riguarda il tromboning… scusate il francesismo ma è un termine che indica letteralmente un atto sessuale dove un uomo od una donna si inginocchiano dietro al proprio partner di sesso maschile e gli leccano l’ano mentre gli fanno una sega.
7) Il nome delle bande di Murdoc possono essere tradotte come di seguito: “Kiss Make Up” significa Ci baciamo e facciamo pace, Il “Bullworker” è un attrezzo per la contrazione isometrica venduto dagli inizi degli anni ’60 ad oggi, “Crimson Backdraft” è traducibile come “Scoreggia Cremisi” e “Motley Dude” come “Tizio fuori di testa”. The Burning Sensations sta per “Le sensazioni brucianti”, The Stupid Name Gang, “La gang dal nome stupido”. In “Durango 95”, Durango è una città, ma può anche essere tradotto come “culo grosso”. Infine, “Two’s A Crowd” è parte di una ciitazione di Andy Warhol che dice “But I always say, one’s company, two’s a crowd, and three’s a party”.
Thousand miles an hour Gorillaz got the bass drum Gorillaz say I want some, some”
«La cosa migliore dell’essere una celebrità, è che puoi rompere i coglioni alle persone, e loro penseranno che sia colpa loro. A volte posso starmene lì seduto senza pensare a niente, e la gente troverà il silenzio così imbarazzante, che inizierà a blaterare cose noiose e senza senso. Percepiscono il mio silenzio come se fosse una sorta di giudizio. Prima che i Gorillaz prendessero il volo non avevo nessuno con cui parlare. Ora non riesco a farli stare zitti.»MURDOC NICCALS, BASSISTA DEI GORILLAZ
Adesso la STORIA dei Gorillaz è una specie di leggenda. Il racconto di questa band che ha avuto un successo travolgente, partorita dalla mente malata di Murdoc, geniale bassista guidato dall’ego e dall’odore ripugnante. Innegabilmente, i quattro Gorillaz – Murdoc, il cantante 2D, il batterista Russel Hobbs e la minuscola chitarrista giapponese Noodle – hanno cambiato il mondo della musica e oltre, per sempre. Con un incredibile miscuglio creativo di musica, animazione, tecnologia, ingegno e humor, i Gorillaz hanno reinventato le possibilità di intrattenimento con ogni loro nuovo lancio.
Questo approccio ha reso i Gorillaz un fenomeno globale, grazie alla vendita di oltre 15 milioni di dischi in tutto il mondo. Hanno vinto Awards, dai Grammy ai Webby, dagli MTV Awards e oltre, praticamente per ogni singolo aspetto della loro attività.
Murdoc Niccals: «Vai avanti.»
Il solo website dei Gorillaz ha vinto numerosi riconoscimenti, un quartiere generale online che si estende oltre i limiti dell’immaginazione e, a volte, del gusto, e la cui creazione ha dato vita ad una vasta comunità che include fan di tutto il mondo. I Kong Studios hanno consentito l’accesso ad una quantità di interattività senza precedenti, spalancando le porte ad un’onda anomala di fanatici insaziabili.
Dando la scossa all’industria della musica in un modo così feroce, gli esperimenti dei Gorillaz con la loro natura impavida, hanno illuminato per tutti la strada giusta da seguire. La loro tecnica ha fatto da pioniere ed ha ridefinito nel frattempo il paesaggio culturale.
Murdoc: «Sì, amico! Forza, di più!! Mi stai facendo eccitare adesso.»
Nel 2001 i Gorillaz sono apparsi su ogni TV e radio con la loro hit determinante “Clint Eastwood” ed hanno poi rilasciato una fantastica miscela di dub, reggae, hip hop, punk e musica cubana, racchiusa nel loro album di debutto. Ci hanno fatto emozionare e lasciato a bocca aperta con le loro visual ed il loro fighissimo senso dell’avventura. Sono stati una voce fresca, originale e vitale, ed hanno portato nuova linfa a vecchi formati. Hanno lasciato sulla loro scia una ricca, sgargiante eredità, pronta ad ispirare una nuova generazione di artisti a venire.
I risultati che hanno raggiunto fin dall’inizio, hanno lasciato senza fiato.
Più di recente, con Demon Days, il loro secondo album, il fantastico quartetto ha illuminato la nostra mente con una magnifica opera che è in un qualche modo riuscita a sorpassare anche gli eccezionali traguardi raggiunti con il loro primo disco. Sia dal punto di vista musicale che da quello visivo, i Gorillaz sono arrivati ancora più lontano ed in profondità. La mentalità onnicomprensiva dei Gorillaz ha fornito uno spazio illimitato ad un intero cast di talenti, vecchi e nuovi, permettendo ad ognuno di loro di esprimere sè stesso, in un modo unico, eccitante e pieno di vita.
Così facendo, i Gorillaz ed i loro collaboratori, stavano esprimendo l’innovativo spirito del momento nel modo più gioioso. Nessuna band ha mai esplorato o riassunto il potenziale e le capacità dell’era digitale più dei Gorillaz. Inoltre, sono riusciti a fare questo, continuando ad essere espressivi e sensibili ai talenti del passato.
Unendo una sorprendente gamma di diverse influenze tutte sotto lo stesso tetto, hanno mostrato esattamente cosa si può ottenere quando intelligenza, comprensione e creatività si uniscono per una causa superiore.
Murdoc: «Oh siiiiiiiiiiiiiiiiiiiii! Stai toccando i punti giusti! Più veloce!»
Insieme agli album, un’altra valanga di video mozzafiato, e qualche magica e toccante performance dal vivo, i Gorillaz hanno dato al mondo qualcosa che non si era mai visto prima. Ci hanno fornito quell’incantevole e rinfrescante sensazione che anche l’impossibile può diventare possibile. Unendo i loro talenti indiscutibili con un dinamico set di collaboratori esterni, ed un’attenzione maniacale per i dettagli che va oltre ogni sfaccettatura della loro produzione, la qualità del lavoro dei Gorillaz si è rivelata impeccabile.
Murdoc: «Mmmmm…»
Ora, per la prima volta, i quattro membri dei Gorillaz hanno accettato di accompagnarci in questo incredibile viaggio, rivelandoci informazioni in prima persona del loro passato, la loro formazione, gli alti ed i bassi, il loro secondo nome ed altro… Vedremo gli intrighi, l’amore, la vita ed il lavoro che sono serviti per creare una band di prim’ordine come questa.
Questa è la storia di Russel, Murdoc, Noodle e 2D.
Questa è la storia dei Gorillaz.
La storia della Più Grande Band Del Mondo…
Murdoc: «Ci sono quasi!»
Questo è “The Rise of The Ogre.”
Murdoc: «Ohhhh… Ho fatto.»
(Ehm.) Sono 20 sterline…
*{Letteralmente sarebbe traducibile come “La natura adora il vuoto. In realtà il titolo originale, “Nature adores a vacuum”, si rifà alla teoria ideata da Aristotele, “Natura abhorret a vacuo”, e che è possibile tradurre come “La natura rifugge il vuoto. Per semplificare, si può dire che il titolo del capitolo usato in ROTO esprime il concetto opposto.}
Murdoc Alphonce Niccals stava fermo, tremando, in un angolo del palco. Più il tempo passava, più capiva che il momento fatidico stava arrivando. Avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di evitare quell’umiliazione. L’unica cosa in grado di spaventarlo maggiormente era la collera del suo sadico padre, il quale si trovava qualche metro di distanza da lui, per assicurarsi che il figlio eseguisse la performance che si era prestabilito. Aveva già pagato per quello spettacolo ed il patto andava rispettato.
«Signore e signori! Vi prego di dare un caldo benvenuto al giovane Murdoc Niccals che si esibirà nella parte del piccolo ragazzo di legno Pinocchio, in “I’ve got no strings”.»
Un flebile applauso si diffuse nel pub.
Ci fu un momento di silenzio. Murdoc restava fermo immobile lì dove si trovava, risplendente nelle sue Lederhosen, con un naso finto ed un cappello da alpino munito di piuma. Le sue ginocchia battevano una contro l’altra come una coppia di castagnette. Poiché lo spettacolo tardava a cominciare, il pubblico iniziò a spazientirsi. Dal fondo della sala, rimbombò una voce tonante: «Forza! Sbrigati… La mia birra si sta raffreddando!»
Sebastian Niccals: «Inizia a cantare moccioso, altrimenti ti spacco i denti!»
Il talent locale “Are-You-A-Star?” era il tormento della vita di Murdoc. Ogni mese, nel pub si teneva questo evento umiliante. Si presentavano scemi senza talento. Pagando 2,50 sterline potevi renderti ulteriormente ridicolo impersonando i grandi nomi del momento, facendoti strada piagnucolando tra performance degradanti ed inutili, fino a partecipare alle sessioni finali della provincia, che si tenevano due volte all’anno. Se eri davvero bravo, avresti potuto fare la testa di cazzo nelle TV locali. Il padre di Murdoc minacciava spesso il figlio affinché entrasse nello show, per fare qualche soldo facile, ed arrivare alla fine del mese.
Murdoc: «Ogni cosa di quel posto mi faceva sentire male. Anche il modo in cui quei vecchi ubriaconi si sedevano in quell’orribile pub, accettando questa merda come intrattenimento, guardando persone senza talento impersonare inutilmente altre celebrità senza talento… Guardavo quel bullo bastardo di mio padre che cercava di entrare in questo meccanismo per far soldi facili in breve tempo. Nulla di tutto questo ha funzionato. Se non stai attento, quello diventa il tuo futuro.»
Murdoc giurò che da quel momento non sarebbe mai più salito su un palco sotto gli ordini di qualcun altro. Questo mondo di coglioni avrebbe subito la sua vendetta.
Murdoc: «Già. Si può dire che quello è stato il giorno in cui sono nati i Gorillaz. Dal seme del rigetto. Un rifiuto di tutto questo genere di spazzatura.»
Murdoc si ferma per un momento, riflettendo su questi ricordi dimenticati da tempo, poi guarda verso il suo interlocutore.
«Sono veramente esterrefatto dal fatto che tu abbia voluto iniziare il tuo stupido libro con questa storia.»