Russel Hobbs: non svegliate il gigante che dorme (01)

Russel: «Il mio primo incontro con Murdoc risale a quando mi ha avvolto la testa con un sacco. Mi ha chiesto se avessi potuto fornirgli un raro vinile degli anni ’50 e, ehm… mi sono girato per cercarlo. Lavoravo dietro al bancone al Big Rick Black’s Record Shack, che si trovava a Londra, nella zona di Soho. Gli ho dato le spalle solo per un attimo, ed è stato in quel momento che ha fatto scivolare un sacco sopra la mia testa e mi trascinato fuori dal negozio. Solo dopo essere stato liberato da quel sacco mi sono accorto di essere ai Kong Studios, e che Murdoc Niccals era stato il mio aggressore. La musica che mi fece sentire però era abbastanza buona da convincermi a restare.»

Vi presento Russel Hobbs, il pezzo grosso dell’Hip Hop, direttamente dagli Stati Uniti d’America. Nato a Brooklyn, a New York, il 3 giugno del 1975, Russel è stato cresciuto come si deve per essere gentile e per parlare in modo eloquente e ben articolato, nel rispetto della gente attorno a lui. Se 2D rappresentava la bellezza e Murdoc era la mente, allora Russel avrebbe rappresentato il cuore. Se per Murdoc e per 2D la musica era una passione, Russel era proprio un vero musicista, che poteva vantare una conoscenza in fatto di musica a livello mondiale. I guai comunque stavano da sempre appresso a Russel Hobbs.

Murdoc: «Ho sentito parlare di questo Hobbs, maestro dell’hip hop, un uomo solitario, re del ritmo, che è stato posseduto dai fantasmi dei suoi amici morti. Dài! Quanti giornalisti avrebbe attirato una cosa del genere? Questa roba aveva tutto! Hip hop, i non-morti, spiriti rapper, deportazione ed un feroce batterista erano arrivati tutti insieme ad un unico assegno per i diritti d’autore. No, baby. Nell’istante in cui ho sentito parlare di Russel Hobbs, sapevo che sarebbe entrato nella band. Che gli fosse piaciuto oppure no…»

Dopo che, durante una notte, tutti i suoi amici morirono in una sparatoria (02) Russel fu trasferito in Inghilterra per la sua incolumità. Ci racconta la storia lui stesso, con il suo accento lento e strascicato dell’East Coast.

Russel: «È ancora tutto così vivido. Il suono della macchina che arrivava dietro di noi. Io ed i miei amici eravamo con l’auto parcheggiata fuori dal 7-Eleven e stava piovendo a dirotto. Beh, noi ci stavamo semplicemente facendo i fatti nostri quando una Humvee (03), una grossa e nera Humvee, è avanzata lentamente dietro al nostro veicolo. Capimmo subito che questo significava guai…»

2D: «Vai avanti, cos’è successo dopo?»

Murdoc guarda 2D ed alza gli occhi al cielo. 2D aveva già sentito questa storia 50 o 60 volte e Murdoc lo sapeva. Gli lancia un pesante elenco telefonico, colpendolo esattamente dietro la testa.

Murdoc: «Oi! Rain Man! (04) Perché non riesci a ficcartelo in testa?»

Ascoltare Russel parlare ancora di questa cosa, era come starsene seduti ad una di quelle noiose sedute di terapia tenute da un vecchio bacucco.

Russel: «Erano membri di una gang. Ce n’era un furgone pieno. Tutti portavano un cappuccio rosso sulla testa, tranne uno che lo aveva nero. La sua faccia era interamente avvolta nell’ombra. Abbiamo notato le canne delle pistole puntate dritte verso di noi, attraverso i finestrini. Hanno fatto fuoco, ed il cielo notturno si infiammò. Gli spari dei loro Uzi illuminarono l’ambiente che ci circondava. Il mio amico Del morì sul colpo, mentre gli altri… tutti gli altri morirono, tranne me. Per qualche strano motivo, nessun proiettile riuscì a colpirmi.»

2D: «È molto strano.»

Murdoc: «Avrai pur notato che molte delle cose che ci succedono non sono propriamente normali, coglione.»

Russel: «Mentre ero ancora nascosto sotto i sedili, riuscii a vederlo in faccia. Quello con il cappuccio nero… era la Morte in persona. Il Cupo Mietitore. Quell’immagine mi resterà impressa per tutta la vita.»

Murdoc: «Ehm… fantastico.»

Russel: «Quella fu la prima volta che lo vidi.»

Murdoc: «Risparmiatelo per la biografia, Russ.»

2D: «Ma… pensavo che fosse quello che stavamo…»

Russel: «Fu allora che, improvvisamente, tutti quegli spiriti, i fantasmi dei miei amici morti, entrarono nel mio corpo come se stessero venendo risucchiati. Come lenzuola che vengono aspirate da un’aspirapolvere. Bam! Bam! Whoosh!! Bam! Dritti dentro di me.»

A causa della possessione, gli occhi di Russel diventarono permanentemente di colore bianco latte. In seguito a questo fenomeno, ottenne anche le sue eccezionali doti musicali, essendo gli amici in questione quelli che aveva conosciuto dopo un breve incontro con la malavita demoniaca, e tutti pezzi grossi nel mondo della musica.

Murdoc: «Così, ho riportato Russel al vecchio-»

Russel: «Del. Lui era la mia vera anima gemella, mio amico e fratello. Quando venne ucciso, il suo spirito trovò dimora dentro di me. Divenne il fantasma rapper che è apparso nel video “Clint Eastwood”. Io sono sempre stato un contenitore per spiriti ribelli ed apparizioni demoniache…»

Del, il Fantasma Rapper. “Fummo inseparabili fin dal primo giorno in cui ci incontrammo. Anche dopo la sua morte.” Russel Hobbs

Murdoc: «Beh, Russel, probabilmente è a causa della tua stazza. Offri posto libero tanto quanto uno ‘spazio immobiliare’.»

Russel: «Più che altro, penso che sia… il fatto che io vibri alla loro stessa frequenza.»

Murdoc: «Tu, cosa?»

Russel: «All’inizio frequentavo una scuola privata a New York, la Xavier School for Young Achievers {Giovani talenti, giovani di successo}, ma venni allontanato dal corpo insegnanti in seguito ad un incidente durante il quale alcuni laureandi furono orribilmente massacrati. All’epoca non ne ero ancora al corrente, ma ero già posseduto da un demone, ed era pure bello grosso. Sembra che una notte, nel dormitorio del campus, io sia cresciuto di due volte tanto la mia stazza, abbia perso le staffe ed abbia sollevato qualcuno dei ragazzi lanciandoli come fossero bambole. Se non avessi visto la scritta “Russel Hobbs è stato qui” (05) scribacchiata col sangue nel corridoio della scuola, non avrei mai creduto di essere stato io. Era proprio la mia firma.»

Murdoc scuote la testa.

Murdoc: «Sei proprio fuori di testa, Hobbs, lo sai?»

Russel: «Datti una calmata, Mudz, o ti riempio di botte nello stile di Brooklyn. (Pausa) Comunque venni espulso dalla scuola, ma a causa della possessione e dell’ansia finii in coma. Sono stato in uno stato di incoscienza per circa quattro anni, fino a quando un Padre Merrin (06) ha esorcizzato il demone che dimorava nella mia anima. Fu allora che ripresi conoscenza.»

Il demone venne finalmente sconfitto e Russel si riprese, dopo ben quattro anni di coma. Per sua sfortuna, la sua vecchia scuola, si rifiutò di riammetterlo.

Russel: «Fu allora che mi iscrissi alla Brooklyn High School, dove incontrai la mia nuova compagnia. Erano musicisti di strada, rapper, DJ ed MC (07). Ho imparato molto, ed in pochissimo tempo. L’hip hop ha salvato la mia vita e la mia anima.. »

Ma la sua luna di miele non era destinata a continuare per molto. La sparatoria non aveva solo ucciso la sua crew, ma aveva anche segnato il suo destino. I suoi genitori lo fecero trasferire in Inghilterra, nella casa di suo zio a Belsize Park, immaginando che quello avrebbe potuto essere per lui un posto piuttosto sicuro.

Russel: «Mi mandarono da mio zio durante la convalescenza, affinché potessi riprendermi e rilassarmi…»

Murdoc (sogghignando): «Ma non hai preso in considerazione l’ipotesi che io avessi potuto scovarti, non è vero, amico? Oi! Russ. Non pensavi che sarebbe successo, vero?»

Tra gli effetti personali di Russel, che gli furono spediti, ce n’era uno che sarebbe diventato il pilastro dell’equipaggiamento dei Gorillaz… La leggendaria Hip Hop Machine!

Russel: «Quell’affare conteneva ogni ritmo conosciuto dall’uomo. È insostituibile. È il TARDIS (08) del mondo dell’hip hop. I suoi ritmi abbracciano sia il tempo che la storia, dritto nell’Universo. Mai far casini con quella macchina – Potrebbe divorarvi!»

Come detto dal nostro gigante, la macchina è un torreggiante ibrido di ogni batteria, beatbox, rhythm-track, breakbeat ed ogni esemplare musicale che sia mai stato creato. Il fatto che contenga anche le anime di molti batteristi morti che vagano ininterrottamente attorno ai circuiti, beh, la dice lunga sul perché quest’oggetto sia ampiamente bramato. Non è un tipo di equipaggiamento che si può comprare nel retro dell’Exchange & Mart, non è così? Con l’inserimento di Russel nella band, la varietà di generi musicali abbracciati dai Gorillaz incrementò tantissimo. Portò con sè l’amore per l’hip pop, il funk, il dub, la musica etnica, per il Krautrock e molto altro. La sua conoscenza era infinita. Spaziava tra le orchestre jazz, il blue grass, il booty bass al jazz, allo ska, al White Noise ed al reggae. Inoltre, il suo titolo di studio e la sua istruzione scolastica Newyorkese, lo portarono ad ottenere una certa conoscenza delle arti della letteratura. Un’istruzione che spaziava da Busted, a Basquiat, a Bukowski. È un termine abusato, ma si potrebbe definire Russel come un vero uomo del Rinascimento. Anche se… uhm… non sono sicuro di cosa significhi esattamente.

Russel: «Apparteneva al Rinascimento, l’aspettarsi che un gentiluomo avesse una conoscenza molto vasta e talenti in svariati settori. A differenza degli eclettici, che sono persone che riescono ad eccellere in molti campi. Io sono una via di mezzo tra questi due mondi. Sono un tuttofare, ma sono soprattutto un maestro della batteria.»

Cos’avreste potuto chiedere di più?

Murdoc: «Una chitarrista decente?»

Il loro unico punto debole sembrava essere Paula, la chitarrista.

Murdoc: «Credo che questa parte possiamo anche saltarla.»

Chi è Paula?

Murdoc: «Non importa. È storia.»

No, dài. Chi è Paula?

Murdoc: (sospira) Paula era la nostra chitarrista, all’epoca. 2D usciva con lei…

2D: «Era la mia fidanzata.»

Murdoc: «Chi se ne frega. Ma lei… ehm… non andava bene per la band.»

Dopo che Russel si unì alla band, a Paula, all’epoca la ragazza di 2D, venne assegnato il ruolo di chitarrista. Una notte però Russel scoprì Murdoc e Paula combinare qualcosa insieme nei bagni del Kong.

Murdoc: «Bagno numero 3, mi sembra di ricordare.»

Per questo disgustoso atto di disonestà, Russel ruppe il naso di Murdoc altre cinque volte, per un totale di otto fratture, le quali conferirono al suo naso ormai distrutto la forma che ha oggi.

Paula Cracker, prima chitarrista dei Gorillaz: «Sì. Beh, mi vedevo con Stu-Pot da circa due mesi. Sapevo suonare un po’ la chitarra ed ero solita comprare le corde nel negozio in cui lui lavorava. Era molto dolce… anche se un po’ ottuso. Mi disse che sarebbe diventato diventato il cantante di questa band, okay? Non avevano ancora un nome, ed ho pensato “Sì, l’ho già sentita questa storia.” Nonostante tutto sono andata ai Kong Studios per dare un’occhiata, ed ho finito col suonare con loro. Ma quando ho visto Murdoc, coi suoi folti capelli unti, denti verdi e pelle gialla, ho pensato “Oooh! È l’uomo per me!!”»

2D e la sua ragazza Paula Cracker. “Momenti felici. Questo fu prima che ogni cosa diventasse… contorta ed incasinata.” 2D

Paula è sempre più concitata. Probabilmente è sotto l’effetto di qualche farmaco.

Paula Cracker: «Oh! Era fantastico! Come Errol Flynn (09) o qualcosa del genere. Ma dopo la cosa nei bagni, mi hanno cacciata via. Bastardi. Non ho più avuto notizie da parte di Murdoc. Inoltre il mio borsellino era sparito. Da allora diventarono questa grande band stratosferica, quindi immagino di essere stata felice per loro. Però, la cosa mi ha anche fatto, ehm… uscire di testa. Come se volessi… fare del male alla gente. Hanno provato a cancellarmi dalla storia dei Gorillaz. Però ero io la chitarrista, prima di quella Noodle. Ho una mezza idea di dar loro la caccia e fottere le loro menti.»

Penso proprio che stia assumendo farmaci.

2D: «Non posso credere che tu l’abbia fatto, Murdoc.»

Murdoc: «Ti ho fatto un favore amico. Era un cesso di ragazza. Davvero, sembrava Grayson Perry (10) o qualcosa del genere. Stai meglio senza di lei.»

2D (a bassa voce): «… È una questione di principio.»

Murdoc: «Senti, era brutta come la morte. Il solo vederla ti faceva venir voglia di saltare la cena. Dovresti ringraziarmi. Comunque, continuiamo lo spettacolo…»

01) Il titolo del capitolo è un gioco di parole con “Waking a sleeping giant” che è pressappoco l’equivalente italiano di “non svegliare il can che dorme”, in questo caso, meglio non fare nulla che possa scatenare la rabbia del gigantesco Russel.

02) Sparatoria: Il termine originale è drive-by shooting ed indica, per la precisione, una sparatoria od un attentato perpetuato da persone all’interno della loro auto.

03) Humvee: Veicolo militare da ricognizione dell’esercito americano.

04) Rain Man: Murdoc fa riferimento al famosissimo personaggio affetto da autismo dell’omonimo film, interpretato da Dustin Hoffman.

05) In originale è scritto “Russel Hobbs Woz ‘ere”.

06) Padre Merrin: Il famoso esorcista del film, appunto, l’Esorcista.

07) MC: Master of Ceremonies. Letteralmente, significa “maestro di cerimonie”. L’MC’ing è una delle quattro discipline che compongono l’hip hop.

08) TARDIS: Acronimo che sta per “Time And Relative Dimension(s) In Space“ (ovvero “tempo e dimensioni relative nello spazio). Si tratta di un mezzo di trasporto inventato dai Signori del Tempo proveniente nella celebre serie televisiva Doctor Who.

09) Errol Leslie Flynn: Famoso attore statunitense di origine australiana che interpretò personaggi avventurosi ed eroici in film di successo.

10) Grayson Perry: Artista che gioca da anni con la sua identità sessuale, travestendosi da Claire, il suo alter-ego femminile.

15 agosto 1997 – “D-Day” (1)

Murdoc: «Strumenti nuovi, cantante nuovo, band nuova. Era quello di cui avevo bisogno. Avevo un sacco di canzoni fighe e demo. Sapevo che avrebbero sfondato le classifiche! Sapevo anche però che ogni canzone era tanto bella quanto il gruppo che la suonava. Così, ho iniziato a mettere su una band sensazionale. I membri che la componevano avrebbero dovuto essere il meglio, o non se ne faceva niente. Ho deciso di assemblarla nel modo più semplice. Fare un ramraid (2) ai danni di un negozio, rubare l’attrezzatura e trionfare nelle classifiche. Prendi le ragazze e uccidi il drago, capisci? (3)»

Fu così che mentre Stu stava svolgendo il suo lavoro, di sabato come al solito, all’Uncle Norm’s Organ Emporium, il suo mondo e quello di Murdoc si scontrarono, letteralmente, alla massima velocità…

Murdoc: «Io e la mia gang di “snaggle-toothed hard nuts” (4) decidemmo di averne abbastanza. Tutto quello che dovevamo fare era rubare una macchina, scendere in città, aumentare gradualmente la velocità e poi scagliarci dritti contro la vetrina del negozio di musica, ramraid stylee! In quel modo, vedi, avremmo potuto fregare un po’ di cose, prenderci gratuitamente attrezzature di ultima generazione, e farci quattro risate. Il fatto che l’auto sia finita sulla faccia di 2-D è stato solo un extra.»

2D: «Ad essere sincero, ricordo quel giorno piuttosto chiaramente. Ero fermo dietro al bancone, tipo, fissando il vuoto. Probabilmente sono stato in quella posizione per tre ore o qualcosa del genere. Semplicemente, me ne stavo lì.»

Murdoc: «Come una specie di coglione.»

2D: «Improvvisamente Murdoc ha fatto irruzione sfasciando il muro del negozio, sulla sua Vauxhall Astra, la quale ha colpito la mia testa di lato col paraurti.»

Murdoc: «Giorni felici! … È stato quando ti è schizzato fuori l’occhio, vero?»

2D: «Sì. Il primo. Non è uscito, è stato spinto verso l’interno. Fratturato. Dio, ha fatto male.»

Guidando la sua Vauxhall Astra rubata contro il negozio ed atterrando direttamente addosso a Stu-Pot, Murdoc gli danneggiò in modo permanente l’occhio sinistro, facendolo piombare in un profondo stato catatonico.

Murdoc: «Sei diventato un vegetale all’istante. Se non avessi riso così tanto, probabilmente avrei sentito i poliziotti arrivare da fuori.»

Murdoc fu arrestato e successivamente condannato a 30000 ore di lavori socialmente utili, più 10 ore alla settimana da dedicare alla cura di Stu-Pot, che versava in stato vegetativo.

Murdoc: «Dio benedica il sistema giudiziario britannico, eh? Incredibile! Hanno lasciato che IO mi prendessi cura di TE. È stata un po’ una rottura, ma ci siamo divertiti molto durante le nostre sessioni. Tu non te lo puoi ricordare, comunque. Sul serio, eri solo un fesso in stato comatoso. Era come badare ad un blocco di cemento.»

Il servizio di Murdoc nella Care in the Community (5) prevedeva spesso il trascorrere il tempo da scontare, maltrattando il sordo, muto e cieco Stuart Pot. Calciarlo, prenderlo a schiaffi e a pugni, trascinarlo qua e là, inzupparlo, catapultarlo… Niente sembrava toccare quel ragazzo catatonico, finché Murdoc non causò un incidente spingendosi troppo oltre.

Murdoc: «Eravamo in un parcheggio a Nottingham e stavo tracciando sull’asfalto un bel po’ di sciccosi donuts (6) Stavo consumando per bene le gomme, tanto da farle fumare. Le ragazze che stavano li attorno erano molto impressionate, quindi ho pensato di alzare la posta in gioco. Avrei tolto il piede dal freno ad avrei fatto un gran finale. Stavo probabilmente per raggiungere i 90 all’ora, quando 2D è stato catapultato fuori dal finestrino. Ha fatto un volo di circa 500 metri, atterrando di faccia sul cordolo. Ehm… Ooops!»

2D: «Davvero?»

Murdoc: «Sì. È stato quando ti è partito il secondo occhio. Sei volato fuori dal finestrino a 70 miglia all’ora, cadendo di nuovo sulla tua stessa testa. Sei scivolato sulla faccia per circa mezzo miglio ma quando hai ripreso conoscenza, mio Dio!»

L’impatto dell’incidente risvegliò Stu-Pot dal suo stato di paralisi dandoci così uno dei più grandi frontman che il mondo abbia mai visto!

Murdoc: «Si è alzato molto lentamente, mi stava ancora dando la schiena, e altrettanto lentamente si è girato, come uno di quegli zombie dei film che guarda, e lì… non c’erano occhi! Solo due buchi neri, uno sguardo vacuo.»

2D: «Dev’essere stato piuttosto spaventoso.»

Murdoc: «No, amico. L’ho visto! Era fantastico! Un dio dai capelli blu e dagli occhi neri! Le ragazze sarebbero impazzite. Sapevo di avercela fatta. Eri ancora un po’ fuori di testa, ma io avevo il mio frontman. Nonostante il casino, ed il fatto che metà della tua faccia stesse penzolando, ho capito che le ragazze avrebbero perso la testa per il suo aspetto grazioso, quindi l’ho fatto diventare il cantante dei Gorillaz.»

Come avrebbe potuto non farlo? Era lì, impalato davanti a Murdoc, “la giovane divinità dell’amore”: magro come un levriero, i capelli a punta, la pelle di un pallore cadaverico e due buchi neri al posto degli occhi.

Goffo e tutt’ossa, oppresso come un cadavere dalla velocità dell’auto, e con un’ottima competenza nell’uso della tastiera. Perfetto! Murdoc aveva assunto lo Stu-Pot appena risvegliato dal coma (per quanto ancora un po’ difettoso a livello mentale) come tastierista e cantante per il suo gruppo, rinominandolo “2D” (7) in onore dei due bozzi che erano ora visibili sulla sua testa. Cicatrici lasciate dai due incidenti stradali causati da Murdoc.

Murdoc: «Ora avevo bisogno di un batterista…»

Certo. La colonna portante di ogni grande gruppo. Prossima fermata, Soho.

Murdoc: «Tecnicamente, comunque, la mia voce è molto meglio di quella di 2D.»

1) Con il termine D-Day, solitamente utilizzato per indicare lo sbarco in Normandia del 6 giugno 1944, si intende in gergo militare il giorno in cui si deve iniziare un attacco o un’operazione di combattimento.

(2) Ramraid: Indica un furto con scasso effettuato schiantandosi, con un furgone o altri veicoli pesanti, contro le vetrine o le porte di un negozio chiuso, in modo da permettere ai responsabili di razziare.

(3) Prendi le ragazze ed “uccidi il drago” significa fare un lavoro al massimo delle tue possibilità, qualsiasi esso sia.

(4) Intraducibile. Il primo termine indica persone dai denti storti, il secondo termine si usa per prendere in giro qualcuno che si crede figo. In pratica Murdoc non ha molta stima della gente che frequentava all’epoca.

(5) La cura nella Comunità è la politica britannica di deinstituzionalizzazione, ovvero curare persone fisicamente e mentalmente disabili nelle loro case piuttosto che in un’istituzione.

(6) Donut: Tecnica derivata dalle corse di drifting o derapata di auto. Consiste nel disegnare un cerchio quanto più preciso intorno ad un punto con le ruote dell’auto, fino a formare una ciambella con i segni delle ruote sull’asfalto.

(7) La lettera “D” nel soprannome 2D sta per “dents”, ovvero i due bozzi causati dai due incidenti avvenuti per colpa di Murdoc.

Nelle periferie, hanno paura

img-20190131-wa0002
“Un capolavoro per quanto riguarda i film sugli zombie. George Romero per me è come i Beatles.” – 2D


2D: «All’epoca ero più interessato ai film che alla musica. “Meantime”, “Scum”, “Made in Britain”. Capisci che intendo? Inoltre ero anche un gran fan di film sugli zombie. “Dawn of the dead”(1), “Evil Dead”, “Zombie Flesh Eaters”. Mi piaceva molto anche Lucio Fulci, Il Padrino del Gore. Ho davvero amato il suo film “Zombie”, ed anche “The Gates of Hell”. Anche la roba di George Romero era fantastica! Mi sono piaciuti i film “Rabid” e “The brood” di Cronenberg. Un altro film figo è stato “Driller Killer” di Abel Ferrara. “The Exorcist” e “Texas chainsaw massacre” sono entrambi stupendi. Piuttosto spaventosi. Oh, e anche “Cannibal massacre”. “Dawn of the Dead” però resta probabilmente il mio preferito. Non so, ma c’è qualcosa negli zombie che mi dà i brividi. Il loro modo di camminare, sono così lenti ma alla fine riescono sempre a prenderti. Mi spaventano molto, ma forse è proprio per questo che li guardo.»

Stu-Pot o, se vogliamo chiamarlo con il suo nome per intero, “Stuart Pot”, è nato il 23 maggio del 1978 da David e Rachel Pot. I Pot vivevano in una normale, accogliente villetta monofamiliare in Crawley New Town (oppure Craw Leah, che significa “disinfestazione di corvi”, così come era chiamata dai coloni sassoni). Stuart era un ragazzo gentile e di buone maniere, sul quale c’era poco da dire. Persone meno gentili avrebbero potuto forse descrivere il giovane Stuart Pot come un po’ ottuso. La sua educazione, un po’ anche come lo stesso Stuart, fu perlopiù mediocre e senza eventi di rilievo. Oltre al fatto di essere nati entrambi sotto il segno zodiacale del cavallo, secondo l’oroscopo cinese, lui e Murdoc non avrebbero potuto provenire da due famiglie più diverse.

2D: «So che gira una voce a proposito del fatto che il mio vero nome sia Stuart Tusspot o qualcosa del genere, ma non è vero. È Pot. Stuart Pot.»

David Pot: «Veramente il mio nome, originariamente, era Tusspot, ma avendo vissuto una vita ricoperto di ridicolo, quando è nato Stuart ho pensato che avrei potuto abbreviarlo in Pot. In fondo in fondo però, io e Stu siamo ancora dei Tusspot (2).»

Nonostante quello che Stu-Pot dice, la musica, assieme ai film, ha sempre giocato un ruolo importante nella sua vita. David e Rachel Pot ricordano Stuart come un bambino emotivo di 10 anni che saltellava nella sua camera da letto con, in sottofondo, la musica di The Jam, The Specials, The Clash, Wire e Buzzcocks. Vecchie compilation su musicassette rivelano che era anche un fan di Jason Donovan, Five Star, Shakatak e, in assoluto i preferiti di Stu, The ‘Human’ League. Era anche un appassionato suonatore di melodica, che creava melodie semplici, ma difficili da dimenticare, con la sua Hohner(3) nello stile del suo idolo Augustus Pablo.

2D: «Ah, sì. Beh, mi ero dimenticato di tutto questo.»

Quando Stuart aveva 11 anni, cadde da un albero atterrando di testa. Questo gli causò la perdita totale dei capelli e di ogni pelo corporeo. Quando ricrebbero il loro colore naturale diventò di un vivace blu azzurro.

Murdoc: «Collars and cuffs?» (4)

(2D guarda in basso, grattandosi la testa a disagio.)

Suo padre David era un meccanico ed un elettricista, e riparava giostre in un parco divertimenti. Sua madre era un’infermiera dal seno abbondante, ed era lei ad assicurarsi che Stuart avesse a disposizione una scorta infinita di antidolorifici per le sue terribili emicranie. Questi attacchi peggiorarono dopo l’incidente che unì forzatamente le vite di Stuart e Murdoc negli anni a venire. Stuart Pot ha frequentato la scuola St Wilfred, casualmente lo stesso istituto dove sono stati educati i The Cure, i padrini indie del goth e “spider-based” (5) dove, nonostante una marcata carenza di ambizione ed un intelletto apparentemente limitato, Stuart fu in grado di ottenere voti abbastanza buoni.

2D: «Beh, sai come si dice: “Un po’ di cultura è una cosa fantastica”. (6) Non ho pensato a cos’avrei voluto veramente fare dopo la scuola, comunque.»

Qua, segue una lunga pausa.

2D: «Veramente, da che io possa ricordare, non ho mai pensato a niente.»

«Mi sorprendi.»

2D: «Ho attraversato una fase nella quale avrei voluto essere un cacciatore di tempeste ed ho registrato un sacco di video dalla TV di tornado e cose del genere. Mi piaceva armeggiare con le tastiere e con gli aggeggi elettronici in generale. Mio papà mi ha aiutato un po’ a modificare i miei strumenti così da poter creare, tipo, nuovi suoni con la tastiera e cose simili. Usavamo stilofoni, Moogs (7), vecchie batterie, sul serio, qualsiasi cosa elettronica che fosse in grado di emettere un suono. Avevo un Casio VL-tone (8) che pensavo fosse un bene fondamentale. Mi piaceva giocherellare con gli strumenti in grado di emettere rumori elettronici, tipo beep, sentendomi un po’ stralunato. Posso farti sentire un nastro che ho registrato anni fa, se vuoi.»

«No, fa lo stesso.»

 

2D: «Mi dedicavo un po’ anche alla pittura trastullandomi con graffiti e cose simili. Ad un certo punto, se non sbaglio, volevo essere un teppista come quel Banksy (9) ma a parte questo, oltre lo strano gioco del Subbuteo (10) ed il lavoro che svolgevo il sabato, non ho mai avuto grandi ambizioni che mi spingessero a fare davvero qualcosa. Lavoravo il sabato così da poter racimolare abbastanza per comprare il set Subbuteo Euro 96. Aveva tutte le palline Euro 96, le recinzioni, i giocatori ed una confezione figa, che assomigliava un po’ al set USA 94, il quale era simile alla custodia Italia 90, a parte il fatto che loro…»

img-20190131-wa0000
“Questa foto è davvero molto vecchia. Con le pupille sembro completamente diverso” – 2D

Nel frattempo, tornando a Stoke, Murdoc si era imbattuto in diversi loschi individui, radunando una gang di “compagni di merende” poco raccomandabili, inclini a seguirlo. Stanco di trovarsi immerso in un’infinita monotonia di lavori senza sbocchi e provini con le band che non portavano a niente, decise di “darci dentro col crimine” e mettere in atto il suo piano…

1) Di seguito vi è l’elenco dei titoli dei film citati da 2D che sono famosi in italiano con un titolo differente da quello originale. “Dawn of the dead” (Zombi); “Evil Dead” (La casa); “Zombie Flesh Eaters” (Zombi 2); “The Gates of Hell” (Paura nella città dei morti viventi); “Rabid” (Rabid – Sete di sangue); “The brood” (Brood – La covata malefica); “The Exorcist” (L”esorcista); “Texas chainsaw massacre” (Non aprite quella porta).

(2) Il vero cognome di 2D, Tusspot, è un gioco di parole con il termine “Tosspot” che nello slang inglese indica in questo caso una persona sciocca, un poco di buono.

(3) Hohner è la marca della melodica di 2D.

(4) Intraducibile in italiano, indica che il colore dei capelli e quello dei peli pubici sono differenti. Si usa solitamente nei confronti di una donna con i capelli tinti.

(5) Intraducibile in italiano, fa riferimento alla canzone dei The Cure “Lullaby” dove il tema principale ruota attorno alla figura di un uomo-ragno cannibale e dove viene trattata l’aracnofobia del cantante Robert Smith. Non vi è alcun collegamento con la figura di Spider-Man.

(6) (In originale, 2D dice “A little knowledge is a wonderful thing”. Quello che avrebbe dovuto veramente dire invece è “A little knowledge is a disposizione thing”, citazione dello scrittore e poeta Alexander Pope in “Saggio sulla critica” del 1709 e che, al contrario, vuole esprimere il concetto che conoscere qualcosa solo in modo superficiale, può essere più pericoloso del non sapere nulla di tale argomento.

(7) Sistema di sintetizzatori basati su tastiera progettato e costruito dall’ingegnere statunitense Robert Moog, da qui il nome.

(8) È la prima tastiera elettronica della linea di prodotti musicali della Casio, introdotta nel 1979.

(9) Artista e writer inglese, considerato uno dei maggiori esponenti della street art, la cui vera identità rimane ancora sconosciuta.

(10) Gioco da tavolo nel quale viene riprodotto, in miniatura, il gioco del calcio.

Rise of the Ogre – Prologo

Murdoc Alphonce Niccals stava fermo, tremando, in un angolo del palco. Più il tempo passava, più capiva che il momento fatidico stava arrivando. Avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di evitare quell’umiliazione. L’unica cosa in grado di spaventarlo maggiormente era la collera del suo sadico padre, il quale si trovava qualche metro di distanza da lui, per assicurarsi che il figlio eseguisse la performance che si era prestabilito. Aveva già pagato per quello spettacolo ed il patto andava rispettato.

«Signore e signori! Vi prego di dare un caldo benvenuto al giovane Murdoc Niccals che si esibirà nella parte del piccolo ragazzo di legno Pinocchio, in “I’ve got no strings”.»

Un flebile applauso si diffuse nel pub.

Ci fu un momento di silenzio. Murdoc restava fermo immobile lì dove si trovava, risplendente nelle sue Lederhosen, con un naso finto ed un cappello da alpino munito di piuma. Le sue ginocchia battevano una contro l’altra come una coppia di castagnette. Poiché lo spettacolo tardava a cominciare, il pubblico iniziò a spazientirsi. Dal fondo della sala, rimbombò una voce tonante: «Forza! Sbrigati… La mia birra si sta raffreddando!»

Sebastian Niccals: «Inizia a cantare moccioso, altrimenti ti spacco i denti!»

 

Il talent locale “Are-You-A-Star?” era il tormento della vita di Murdoc. Ogni mese, nel pub si teneva questo evento umiliante. Si presentavano scemi senza talento. Pagando 2,50 sterline potevi renderti ulteriormente ridicolo impersonando i grandi nomi del momento, facendoti strada piagnucolando tra performance degradanti ed inutili, fino a partecipare alle sessioni finali della provincia, che si tenevano due volte all’anno. Se eri davvero bravo, avresti potuto fare la testa di cazzo nelle TV locali.
Il padre di Murdoc minacciava spesso il figlio affinché entrasse nello show, per fare qualche soldo facile, ed arrivare alla fine del mese.

Murdoc: «Ogni cosa di quel posto mi faceva sentire male. Anche il modo in cui quei vecchi ubriaconi si sedevano in quell’orribile pub, accettando questa merda come intrattenimento, guardando persone senza talento impersonare inutilmente altre celebrità senza talento… Guardavo quel bullo bastardo di mio padre che cercava di entrare in questo meccanismo per far soldi facili in breve tempo. Nulla di tutto questo ha funzionato. Se non stai attento, quello diventa il tuo futuro.»

Murdoc giurò che da quel momento non sarebbe mai più salito su un palco sotto gli ordini di qualcun altro. Questo mondo di coglioni avrebbe subito la sua vendetta.

Murdoc: «Già. Si può dire che quello è stato il giorno in cui sono nati i Gorillaz. Dal seme del rigetto. Un rifiuto di tutto questo genere di spazzatura.»

Murdoc si ferma per un momento, riflettendo su questi ricordi dimenticati da tempo, poi guarda verso il suo interlocutore.

«Sono veramente esterrefatto dal fatto che tu abbia voluto iniziare il tuo stupido libro con questa storia.»