Rise of the Ogre – Prologo

Murdoc Alphonce Niccals stava fermo, tremando, in un angolo del palco. Più il tempo passava, più capiva che il momento fatidico stava arrivando. Avrebbe fatto qualsiasi cosa pur di evitare quell’umiliazione. L’unica cosa in grado di spaventarlo maggiormente era la collera del suo sadico padre, il quale si trovava qualche metro di distanza da lui, per assicurarsi che il figlio eseguisse la performance che si era prestabilito. Aveva già pagato per quello spettacolo ed il patto andava rispettato.

«Signore e signori! Vi prego di dare un caldo benvenuto al giovane Murdoc Niccals che si esibirà nella parte del piccolo ragazzo di legno Pinocchio, in “I’ve got no strings”.»

Un flebile applauso si diffuse nel pub.

Ci fu un momento di silenzio. Murdoc restava fermo immobile lì dove si trovava, risplendente nelle sue Lederhosen, con un naso finto ed un cappello da alpino munito di piuma. Le sue ginocchia battevano una contro l’altra come una coppia di castagnette. Poiché lo spettacolo tardava a cominciare, il pubblico iniziò a spazientirsi. Dal fondo della sala, rimbombò una voce tonante: «Forza! Sbrigati… La mia birra si sta raffreddando!»

Sebastian Niccals: «Inizia a cantare moccioso, altrimenti ti spacco i denti!»

 

Il talent locale “Are-You-A-Star?” era il tormento della vita di Murdoc. Ogni mese, nel pub si teneva questo evento umiliante. Si presentavano scemi senza talento. Pagando 2,50 sterline potevi renderti ulteriormente ridicolo impersonando i grandi nomi del momento, facendoti strada piagnucolando tra performance degradanti ed inutili, fino a partecipare alle sessioni finali della provincia, che si tenevano due volte all’anno. Se eri davvero bravo, avresti potuto fare la testa di cazzo nelle TV locali.
Il padre di Murdoc minacciava spesso il figlio affinché entrasse nello show, per fare qualche soldo facile, ed arrivare alla fine del mese.

Murdoc: «Ogni cosa di quel posto mi faceva sentire male. Anche il modo in cui quei vecchi ubriaconi si sedevano in quell’orribile pub, accettando questa merda come intrattenimento, guardando persone senza talento impersonare inutilmente altre celebrità senza talento… Guardavo quel bullo bastardo di mio padre che cercava di entrare in questo meccanismo per far soldi facili in breve tempo. Nulla di tutto questo ha funzionato. Se non stai attento, quello diventa il tuo futuro.»

Murdoc giurò che da quel momento non sarebbe mai più salito su un palco sotto gli ordini di qualcun altro. Questo mondo di coglioni avrebbe subito la sua vendetta.

Murdoc: «Già. Si può dire che quello è stato il giorno in cui sono nati i Gorillaz. Dal seme del rigetto. Un rifiuto di tutto questo genere di spazzatura.»

Murdoc si ferma per un momento, riflettendo su questi ricordi dimenticati da tempo, poi guarda verso il suo interlocutore.

«Sono veramente esterrefatto dal fatto che tu abbia voluto iniziare il tuo stupido libro con questa storia.»

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